28/10/2015
serie A
Sassuolo
Sassuolo
1 - 0
Juventus
Juventus
Mapei Stadium

Senza il Principino poche idee a centrocampo. Tonfo al Mapei

La Juve non può più sbagliare ed è chiamata ad una prova d’appello importante per non perdere il treno dei primi. L’Inter guida temporaneamente la classifica ma con la vittoria di Roma, Fiorentina e Napoli si ricomporrebbe il trenino di domenica, con i giallorossi a due lunghezze dalle inseguitrici. Allegri sistema i suoi con un 3-5-2 con Barzagli, Bonucci e Chiellini davanti a Buffon, a centrocampo è assente Marchisio per un attacco influenzale, Kedira riposa ed a sorpresa ci sono Sturaro, Lemina e Pogba con Alex Sandro e Cuadrado pronti ad innescare il duo Mandzukic-Dybala. Il Sassuolo è reduce dalla sconfitta a San Siro che porta in dote l’assenza di Consigli espulso contro il Milan. Di Francesco non si snatura e scende in campo con il consueto 4-3-3 con l’ex Peluso insieme a Cannavaro, Acerbi e Vrsaljko a proteggere il secondo portiere Pomini, In mediana Missiroli, Magnanelli e Biondini, con Sansone e Berardi ad agire dietro Floccari.
Avvio scoppiettante, al secondo minuto un contatto sospetto in area del Sassuolo tra Peluso e Sturaro non viene punito dall’arbitro, al terzo primo giallo all’indirizzo di Chiellini, entro il quarto d’ora lo raggiungeranno nella lista dei cattivi anche Peluso per un fallo su Cuadrado e Lemina troppo irruento. Al 20esimo la svolta, punizione al limite per il Sassuolo, sul pallone Berardi e Sansone, calcia quest’ultimo che disegna una traiettoria perfetta e fulmina sotto il sette un Buffon incolpevole. La Juve non ci sta e prova a reagire ma la manovra è confusionaria e sbatte contro la retroguardia ordinata del Sassuolo. Al 38esimo Chiellini rimedia il secondo giallo e se sul primo ci sarebbe da discutere, questo secondo intervento è più netto e meritevole del cartellino.
La Juve, che per cercare il pareggio si era disposta col 4-3-3 con Sturaro sulla linea dei difensori, è obbligata al terzo cambio di modulo in poco più di mezz’ora. Si va al riposo senza grandi emozioni, e la ripresa non riserva sorprese, stessi 21 in campo.
Il più volitivo sembra Pogba che sfiora il palo dopo pochi minuti ma le azioni della Juve sono più frutto della casualità ed aggressività che della lucida manovra. Allegri prova allora a cambiare qualcosa, toglie Mandzukic per Morata. La Juve continua a pressare ma non riesce a sfondare, colleziona calci d’angolo sui quali però non incide. A 10 dalla fine esce Dybala per Zaza e Lemina per Hernanes. I nuovi entrati non scardinano la difesa ben oliata degli uomini di Di Francesco e dopo 4 minuti di recupero si va sotto la doccia, doccia fredda per la Juve che ora è a -11 dalla vetta e -9 dalla ipotetica ed affollata zona Champions. Domenica bizzarra la prossima, dove i tifosi bianconeri dovranno sperare in uno stop degli uomini di Garcia, impegnati sabato contro l’Inter, e augurarsi di vedere Marchisio in campo, il vero cervello, cuore e motore di questa Juve.