14/09/2016
champions league
Juventus
Juventus
0 - 0
Siviglia
Siviglia
Juventus Stadium

Il debutto in Champions League lascia sicuramente con l’amaro in bocca.
Prima partita del girone contro il Siviglia, forse la squadra più indecifrabile della competizione.
Gli spagnoli si presentano con le credenziali più temibili: tre volte vincitori dell’Europa League nelle ultime edizioni. Già questo dato sarebbe sufficiente ad imbastire una gara attenta.
Ma il Siviglia questa estate decide di rivoluzionare metà squadra, una decina di giocatori sostituiti sotto la guida del nuovo tecnico Jorge Sampaoli, discepolo di Bielsa e del calcio ultra-offensivo.
Allegri si presenta dunque con un consolidato 3-5-2, ben diverso però da quello schierato contro il Sassuolo.
A centrocampo Lemina tra Asamoah e Khedira, fasce affidate ad Evra ed Alex Sandro; la formazione è completata dalla difesa della nazionale italiana, in attacco Higuain e Dybala.
Dopo pochi minuti si intuisce immediatamente il canovaccio del Siviglia: venire a Torino per prendersi un punto chiusi in difesa.
La densità di giocatori schierati in copertura e un palleggio preciso si sintetizzano in due dati estremamente significativi: 60% di possesso passa e nessuna conclusione degna di nota.
I bianconeri hanno sui piedi di Khedira due occasioni per sbloccare il risultato, ma il campione tedesco non concretizza.
Il Siviglia dopo queste occasioni implementa ulteriormente il ricorso la fallo tattico sistematico, tanto da collezione tre cartellini gialli nei primi 45 minuti.
Il secondo tempo inizia senza cambi per i bianconeri. Il metro di giudizio dell’arbitro si sposa perfettamente con la finalità degli spagnoli, giunti a Torino per non giocare.
Lunghi tratti della partita sono stati caratterizzati dal gioco fermo e perdite di tempo.
Non si devono però attribuire tutte le responsabilità agli iberici.
La formazione juventina appare oltremodo bloccata: tre difensori bloccati dietro ad aspettare un Godot del Siviglia, coadiuvati da una fascia sinistra con Evra e Asamoah più votati a coprire che a produrre gioco.
Pertanto le azioni di gioco si sviluppano prevalentemente a destra, con scambi tra Dybala e Khedira.
Anche l’apporto di Dani Alves in fase di costruzione risulta meno incisivo del solito: sembra quasi che allo stesso brasiliano sia stata data indicazione di partire da dietro.
Allegri rompe gli indugi e libera Dani Alves dagli impegni di copertura: al 15’ del secondo tempo confeziona un traversone perfetto per Higuain che su colpo di testa colpisce la traversa.
Il mister al 23’ e getta nella mischia Pjanic per Asamoah ed Alex Sandro per Evra.
La partita si conclude con un forcing bianconero: mezz’ora giocata nella metà campo avversaria, 60% possesso palla, una “spinta” sospetta ai danni di Pjaca in mezzo all’area e un salvataggio sulla linea di Rico su colpo di testa di Alex Sandro.
La partita si conclude con il grosso rimpianto di non aver conseguito bottino pieno con una squadra ancora in costruzione, più occupata a difendersi che a proporre quel calcio spumeggiante fantasticato da molti addetti ai lavori.
Rincuora solo che questa battuta di arresto si sia verificata nella prima giornata: la Juventus ha ancora tutte le carte da giocare per concludere alla meglio il girone di qualificazione della Champions.