21/10/2015
champions league
Juventus
Juventus
0 - 0
Borussia M'Gladbach
Borussia M'Gladbach
Juventus Stadium

arbitro e catenaccio frenano la Juve. solo un pari con il Gladback

La Juve ha il match point per mettere la qualificazione in freezer, allo Stadium si presenta il Borussia Mönchengladbach che di certo non ha impressionato nel girone. Allegri sceglie Alex Sandro a sinistra, Cuadrado a destra e davanti Mandzukic con Morata. Marchisio, Khedira, Pogba completano il centrocampo con il trio difensivo inamovibile composto da Barzagli, Bonucci e Chiellini.
I tedeschi rispondono con un 4-4-2 con Xhaka, il più talentuoso dei tedeschi, a impostare bassissimo davanti alla difesa. Chiaro l’intento di Schubert, creare due linee di gioco cortissime e sfruttare le ripartenze. Da subito si capisce che la gabbia funziona ed i primi minuti di gioco sono lo specchio dell’intera partita. La Juve non sfonda sulle fasce e si affida alla manovra di centrocampo per aprirsi varchi centrali e magar tentare la soluzione da fuori. Cuadrado prima e Pogba poi non centrano la porta di Sommer ma la Juve si dimostra più pericolosa quando innesca Morata. Lo spagnolo sembra quello più in palla del pacchetto degli avanti bianconeri con Mandzukic che fa a sportellate ma non viene servito nel modo a lui più congeniale. Proprio Morata pecca di egoismo quando non serve Pogba virtualmente in porta ma a lui si deve il primo brivido vero della partita sul finire del primo tempo. Dominguez sbaglia grossolanamente sulla pressione dello spagnolo e poi lo stende per evitare che si presenti a tu per tu con Sommer. Solo giallo nonostante la chiara occasione da rete e a nulla servono le proteste bianconere. Si va al riposo con il tabellino inchiodato e tanto da recriminare, non tanto per le decisioni arbitrali quanto per il gioco espresso. Il Borussia inizia la ripresa come aveva giocato il primo tempo, proteggendo un prezioso 0-0 per continuare a sognare la qualificazione nel girone visto le stecche di Siviglia e City. Identico il copione anche per la Juve che ci prova da fuori, soprattutto con Pogba, senza mai impensierire Sommer. Allegri ridisegna la Juve e passa alla difesa a 4 togliendo un’ala, Cuadrado, per far posto a Pereyra ad agire dietro le punte. A 20 dalla fine Mandzukic lascia il posto a Zaza, l’intento è quello di avere più vivacità e più movimento ma il cambio non sortisce l’effetto sperato. Allegri allora gioca la carta Dybala ma l’equazione non cambia il risultato, Sommer non deve fare granché e arriva il secondo 0-0 consecutivo per la Juve.
La qualificazione non è in pericolo, i bianconeri consolidano il primo posto con un punto sul City, corsaro in casa a tempo scaduto, e 4 sul Siviglia. La matematica non condanna e non premia ancora nessuno in quello che alla vigilia era considerato dai più un girone di ferro che a febbraio di sicuro emetterà i primi verdetti.