16/05/2015
serie A
Inter
Inter
1 - 2
Juventus
Juventus
Stadio Giuseppe Meazza

Basta la Juve B a battere i nerazzurri. Al Meazza è 2-1

Ci si aspettava un’Inter all’arrembaggio in piena corsa per l’Europa invece la Juve si ritrova davanti una squadra svuotata e scarica. Allegri lascia a riposo Buffon, Chiellini, Evra, Vidal, Pirlo, Tevez ma il tecnico toscano precisa nel prepartita: “Non c’è Juve B, le nostre vittorie sono di tutti” e le cosiddette seconde linee ripagano appieno la fiducia concessagli, portando a casa il derby d’Italia. La Juve gioca un primo tempo con il freno a mano tirato, più impegnata a chiudersi e ripiegare che ad affondare il colpo, anche perchè l’Inter, vedova di Hernanes che aveva dato le giuste geometrie, parte bene ma difetta sempre nell’ultimo passaggio. La Juve invece è cinica, cerca di colpire in contropiede ed un paio di sgroppate di Morata mettono in apprensione la retroguardia nerazzurra, lo spagnolo, di gran lunga il migliore in campo a parimerito con il capitano Marchisio, conclude sempre col piede debole centrando per due volte l’esterno della rete.
Il primo tempo è figlio del disordine tattico degli uomini di Mancini e si può dire che facciano tutto i nerazzurri: vanno in vantaggio, sciupano diverse occasioni per il raddoppio, colpiscono un legno e propiziano il contropiede bianconero che porta al pari.
Uno sciagurato retropassaggio di Medel lancia Matri, Vidić lo stende in area e Doveri fischia il calcio di rigore. Solo giallo per il centrale nerazzurro perchè, dall’interpretazione arbitrale, aveva portato l’attaccante bianconero sull’esterno.
Sul dischetto si presenta Marchisio che è freddo al cospetto del pararigori per eccellenza: palla da una parte e portiere dall’altra.
1-1 e si va negli spogliatoi ma nella consueta intervista dell’intervallo è proprio l’8 bianconero a lanciare la carica: Marchisio dice che i suoi sono troppo svagati e che non sono entrati in campo con l’atteggiamento giusto. Ed infatti la ripresa si apre con Morata che ha due palle gol per chiudere la pratica: sulla prima, dopo aver saltato Ranocchia, il centravanti iberico calcia sbilanciato e la mette sul fondo; sulla seconda manca l’impatto di testa su un cross invitante dalla destra dopo il buco clamoroso di D’Ambrosio. I nerazzurri non ci stanno ma non producono gioco, il secondo tempo è ricco di falli e nessuna palla gol.
Si registra solo una conclusione di D’Ambrosio su imbeccata di Kovačić.
Nel finale la girandola dei cambi non stravolge gli equilibri e gli innesti non producono alcuno strappo, anzi, è la Juve che con l’ingresso di Pogba ci crede di più. A 7 dalla fine, dopo un’azione tambureggiante fuori e dentro l’area nerazzurra, Morata trova il vantaggio con un tiro non irresistibile da fuori area.
In realtà è un goal viziato dalla papera di Handanović che da l’impressione di sbagliare tutto il possibile, dalla posizione alla caduta a terra. Palla al centro e l’Inter ha subito la chance per il pari ma nella stessa azione Storari è miracoloso su Palacio prima ed Icardi poi.
Scudetto archiviato e testa al primo dei due grandi traguardi stagionali: all’Olimpico, dove mancheranno gli squalificati Morata e Marchisio, per la finale di coppa Italia si rivedranno i giocatori a riposo per la trasferta milanese ed Allegri tornerà alla coppia d’attacco Tevez-Llorente, con un probabile schieramento 4-3-1-2.
Per Berlino c’è tempo, tempo per pensare e tempo per recuperare le energie fisiche e nervose.