30/08/2014
serie A
Chievo
Chievo
0 - 1
Juventus
Juventus
Stadio Marcantonio Bentegodi

La Juve ricomincia vincendo. Buona la prima per Allegri!

La prima Juventus di Massimiliano Allegri ricomincia da dove aveva terminato quella di Conte, vincendo e convincendo. Al Bentegodi di Verona, dove l’anno scorso l’ex tecnico milanista all’esordio in campionato cadde sotto i colpi dell’Hellas, riesce in quello che non riusciva a cogliere da ben 4 anni: la vittoria all’esordio.
I meccanismi del 3-5-2 sono talmente oliati che Allegri decide di ricorrere a questo modulo, senza sperimentare il suo 4-3-1-2. Le assenze sono molteplici e pesanti ma la Juventus è dotata di una buona profondità di uomini in panchina che le permette di schierare comunque una formazione competitiva; a difendere la porta di Buffon c’è il terzetto composto da Caceres, Bonucci e Ogbonna, mentre le fasce laterali sono presidio di Lichtsteiner e Asamoah. In cabina di regia Marchisio sostituisce degnamente l’acciaccato Pirlo, mentre Vidal e Pogba resistono alle sirene dei top club europei in sede di calciomercato e rimangono in bianconero a dominare il centrocampo. La sorpresa più grossa, però, è in attacco, dove a far coppia con Tevez c’è il diciottenne Coman, al suo esordio assoluto in partite ufficiali in bianconero e già capace di dimostrare ottimi numeri e potenzialità nonostante la giovane età e la febbre che potrebbe condizionarne le prestazioni.
Corini schiera la sua squadra con un 4-5-1 che ha l’intento di pareggiare il conto degli uomini a centrocampo, ma la superiorità tecnica e fisica dei bianconeri in questo settore del campo rende del tutto vana la mossa del tecnico clivense.
All’alba del match la Juventus trova subito il goal che deciderà il match: sugli sviluppi di un corner Caceres vola in cielo a colpire un pallone con l’intento di renderlo di nuovo interessante per i suoi compagni; la palla, però, carambola sulla schiena di Biraghi, rendendo imparabile il pallone che termina la sua corsa in fondo al sacco. A questo punto i bianconeri, forti del vantaggio, riescono a giocare come meglio sanno, guidati da un Lichtsteiner già in forma smagliante, e vanno vicinissimi per più volte a legittimare il vantaggio; un salvataggio sulla linea su un tentativo di Vidal e i tre legni colpiti dallo stesso Vidal, Tevez e Caceres obbligano i più a chiedersi come il Chievo abbia potuto terminare il primo tempo con il passivo di 1-0.
Nella ripresa non cambia il motivo del match, con la Juve che fa da padrona e cerca più volte la via del goal, grazie a delle iniziative di Coman, da subito pericoloso, e del suo sostituto Llorente, per due volte pericoloso su due iniziative di Lichtsteiner.
Nel quarto d’ora finale si sveglia anche il Chievo, che ha un’occasione d’oro per pareggiare quando Maxi Lopez, neo centravanti dei gialloblù, viene liberato da un rimpallo e si ritrova a tu per tu con Buffon: la conclusione non è delle migliori, e lo stesso portiere bianconero è bravissimo a ipnotizzare il biondo attaccante ex Sampdoria, permettendo alla Juve di resistere al vantaggio ed impedire al Chievo di agguantare un pareggio che, alla luce di tutte le occasioni avute e sprecate nel corso del match dalla Juventus, sarebbe risultato un premio esagerato.
La pausa per gli impegni della nazionali permetterà ad Allegri di continuare il suo lavoro, concentrandosi magari sul cinismo sotto porta; l’unica cosa che si può rimproverare agli uomini bianconeri dopo la prima uscita stagionale, infatti, sono proprio tutte quelle occasioni sprecate che hanno impedito di chiudere il match e di rischiare di subire il pareggio in un’unica occasione.
Il bicchiere comunque è mezzo pieno, anche se è bene per tutto l’ambiente bianconero rimanere coi piedi a terra per questa stagione, iniziata sì col piede giusto, ma ancora molto lunga e complicata.